1. IN UNA DOMENICA PIATTA DAL PIATTO FAZIO IRROMPE DIEGO ARMANDO MARADÒ E CREA SCOMPIGLIO/RAY BANHOFF SU WNR LO VEDE COSÌ: “LUI PARLA DIRETTAMENTE A OBAMA, AL PAPA. È uno che c’ha la faccia da proprietario di un porchettaro sulla tangeNziale, invece è un veicolo verso altri mondi”. OHMAMMAMMA MAMMA OHMAMMAMMMA….

    Maestro della paraculata, signore della scusa, abile trasformista, cazzone totale stile Berlusconi e Scarface che non li poi fa ragionà altrimenti dicono qualcosa di sconventiente su froci, politica o negri. In una domenica sera piatta con la tv in sottofondo si accende un faro nella nebbia: Maradona da Fazio. No ma davvero! Maradona va in diretta da Fazio e tra le tante, te ne anticipo solo una, dice a tutti che CHAVEZ è il numero uno. Non è fantastico? Questo fa di lui il genere di persona che noi tutti amiamo, vergognandocene un po’. Spiazzante. in inglese mi pare la parola giusta sia “awkard”, che è tipo imbarazzante. Maradona che ragiona a manetta di quello che gli è rimasto in testa a 53 anni dopo la droga e il casino con la giacchina nera pajettata con croce di diamanti sulla schiena. Minchia. Apparte la grandezza di tenere tutto il pubblico e Fazio e la Littizzetto e tutta la cricca ad ASPETTARE, che dalle 20.30 dicono dicono “arriva Diego… arriva” e lui non arriva il bello è quando verso le 22 si presenta davvero. immagino i dirigenti Rai che si cacavano sotto che desse pacco. sai che poi in quell’ambiente ci lavorano degli uomini insetto, teste di cazzo col patentino pronte a venderti la madre sul letto di morte pur di comparire nei titoli di coda di qualcosa. Ma l’intervista ci ha regalato delle vere perle di conoscenza da servizio pubblico. Tipo adesso sappiamo che lavoro fa Diego. È tipo l’ambasciatore dello sport del Dubai o una stronzata del genere. ahahahah. Io ci moio da ridere. ambasciatore, sport, dubai, maradona. Quattro parole che messe assieme ti fanno subito buon umore. A smontarla c’era Minà credo post ictus che si incartava ci metteva due minuti per dire sempre la stessa cosa e Fazio che visibilmente stava cercando con tutte e due le mani di contenere il disastro. ma intanto maradona era piede libero. dopo l’entrata in scena con stading ovation e lacrime trattenute ne ha piazzate tre o quattro belle. top: lo sai che ha detto? alla fomanda cosa hai imparato nella vita (ma era più “quale è il senso della vita per l’Uomo Diego?”) dopo due secondi di silenzio ha risposto SERIAMENTE “che gli Stati Uniti comandano il mondo! ma attenti che noi non siamo tutti americani”. ahahah. li parlava dritto in faccia con Obama nella sua testa. e la gente che mi fa impazzire è quella che me la immagno a casa che picciona col collo e dice “si…si…”. Maradona che dice che lui non ha evaso nulla che Equitalia si fa pubblicità grazie a lui cosa ha di diverso da Berlusconi? (Mi sa che deve 39 milioni a Equitalia e che ha preso 100mila euro per andare da Fazio ma dovrei verificare e non mi interessa. Ho letto che due agenti del fisco gli hanno fatto un agguato in albergo e che cercano da anni di riprendersi i soldi e che lui si vendicherà con un libro con tutta la verità). Parla di se in terza persona, parla del suo passato stile sacre scritture, c’è solo lui. C’è solo gli anni 80. Passa mezz’ora a tappare buchi con ovvietà, frasi da padre spirituale dell’oratorio, ogni tanto si ricorda chi è ed è ganzo ma poi ricade in leccate di culo prive di senso come quando dice a Fazio che loro due sono uguali perché dicono la verità. Si capisci? Cose così.. a caso. Ma lui le dice perché è buono credo, non lo fa apposta, ma qualcosa lo deve aver malleato negli anni. è davvero così puro come vuole farci credere? così ex povero, così che su madre non mangiava per fa mangià i figli? che tipo di morale deve passare? sono dieci anni che non si fa eppure ne parla come se fossero 4 mesi. Alla fine è in tv solo per mera e triste PROMOZIONE dei DVD che escono con la Gazzetta. È li per “lavoro” come tutti gli ospiti che vanno da Fazio. Solo che lui era ganzo quando di lavoro faceva gol di mano e la promozione lo rende troppo terreno. Però gli va concesso che è meglio di Raffaele Fitto che ha parlato prima di lui e quando fanno rivedere i suoi gol ti viene da piangere tanto che sono belli. cmq dopo un po’ di panico tutto finisce, lui se ne va e la tv torna a essere normale, ovvero brutta. E io mi immagino gli autori del programma che lo guardano andà via e dicono “diocristo non capisce più una sega” oppure “che terrone…”. però bello. bello. un blitz nelle case degli italiani. è apparso uno talmente di fori che c’ha dato una scrollata a tutti.

    per chiudere una riflessione letteraria, degna di Piperno. Maradona che già è sud americano e quindi sensibile al sovrannaturale, a Napoli ha esaltato quel suo genere di misticismo frignone del miracolato. Sempre autoreferenziale, sempre nella mimesi della sua stessa santità, quando parla della madre morta guarda al cielo in un faccia a faccia tra lui e dio che è un trasnfer spirituale ipnotico collettivo per il pubblico manco fosse Papa Francesco. Hai presente quando il prete benedice alla tv e te da casa sei benedetto? ecco. Sulla celebrità Maradona sa di essersela guadagnata e di averla sfruttata anche nel modo migliore, ha consapevolezza di essere famoso come cristo ma mai e poi mai famoso a minchia come una minchia secca che ne so… Stile michael jackson. La mano destra di dio, io non sarò mai un uomo normale, tutte frasi sue che costruiscono il campione su uno che potenzialmente potrebbe essere un po’ coglione ma a maggior ragione lo proiettano tra noi mediocri e lo fanno risultare immenso. Non è uno scienziato, un magistrato antimafia, un eroe… È uno che x’ha la faccia da proprietario di un porchettaro sulla tangeNziale, uno come NOI, ed è subito veicolo verso altri mondi, fa scendere su tutti noi la riscossa della celebrità che poi è il sogno italiano, ovvero quello di un popolo che non ha più un sogno e si innamora di spericolati figuri senza scrupoli che si prendono la vetta del mondo a forza quasi mai onestamente quasi mai del tutto pulita tipo Corona, Lapo, Vasco, Licio Gelli, Craxi, Berlusconi, Moggi ma poi diocristo non amano Balottelli. È come la conferma che non riusciamo ad emanciparci da un modello di italianità stile Il padrino. Per questo Maradona non importa nemmeno se dice stronzate, in Rai ci sono i capi che dicono “si si viene maradona spacchiamo” e tutti ci godono. L’importante è come è impacchettata la sorpresa per il pubblico, sai alla fine la gente deve sapè che anche la Rai sarà un posto di disadattati come l’ufficio delle poste dove ti mandi in culo con l’impiegato burocrate e c’è sempre uno che non capisce una sega ma comanda e ti fa perdere tempo per una cosa che bastava un secondo. personaggi come Diego e la mitologia che alimentano sono l’unica chiave di lettura per capire la storia di un modo di vivere, dell’italianità stessa forse. Ellroy metterebbe Maradona nelle sue tetralogie in ogni pagina se scrivesse dell’Italia. Ora che ho letto Malaparte che parla di Napoli ci ritrovo tutto Maradona e purtroppo dopo Maradona penso che sia finita la Napoli di Malaparte. “Napoli oscura e mistica non è l’Eurora ma l’Europa nasce tutta da Napoli e voi americani non potrete mai capirla, potrete conquistarla ma voi non capirete mai l’Europa…”

     
  2. Ragazzi, ci hanno subliminati.
    Avvertimento-(PRE)visione
    di W.S. BURROUGHS

    Il biglietto che esplose (1962)

     
  3. Everything is in its right place/4
    My pa & ma

     
     
  4. Singing for Agata

     
     
  5. Figlio Unico.
    Video con Ray Banhoff.
    Breakfast with B.
    Tempo di lettura: 16 secondi

     
     
  6. (Isla will die soon)

    Isla morirà presto, così hanno detto i dottori, così è parso chiaro anche a me che l’ho accarezzata ieri.

    L’abbiamo trovata all’Isola delle Correnti, il luogo più a sud d’Italia. Aveva la bava alla bocca e non riusciva a camminare: ogni due passi le gambe posteriori le cedevano ed era costretta a indietreggiare.
    In auto le venne una crisi epilettica. Mauro che guidava la macchina a noleggio urló: oddio, more. Io restai fermo, ebbi anche paura.
    Il veterinario si chiamava Carnemolla, sorrisi quando lessi la targhetta col suo cognome scritto sopra.
    Era aperto e questo bastava.
    Isla aveva mangiato qualche polpetta piena di veleno. Carnemolla ci raccontò che in Sicilia usa così.
    Nella sala delle operazioni un pastore tedesco sbraitava. I padroni, due olandesi in vacanza, piangevano vicino a noi. Entrambi i loro cani avevano mangiato qualcosa di velenoso durante una sosta col camper: uno s’era salvato, l’altro stava per morire di là. Si chiedevano perché in Sicilia la gente lasciasse polpette avvelenate per strada.
    Carnemolla disse che in Sicilia, in quella parte della Sicilia, usa così.
    Prese Isla e in venti minuti la salvò. Però ci disse che se l’avessimo trovata solo un’ora più tardi per lei non ci sarebbe stato niente da fare.
    Io, Ginevra, Mauro e Isa chiedemmo se avessimo potuto lasciarla lì. Carnemolla indicó la porta sul retro e sincero rispose: “Come voi ve ne andate, io apro quella porta e l’abbandono di nuovo”. Lo disse senza cattiveria. In Sicilia, e non solo in Sicilia, usa così.

    Così Isla si fece le vacanze siciliane con noi. Fu bravissima. La lasciavamo in casa la mattina, la ritrovavamo ad aspettarci dietro al cancello della villetta di Fontane bianche quando la sera o la notte tornavamo dai nostri giri.
    Durante quelle vacanze io e Ginevra trombammo tantissimo. Una sera le chiesi se potevo apostrofarla - proprio così: “apostrofarla” - lei rispose di sì e quella notte fui piuttosto volgare mentre facemmo l’amore.
    Quella notte - ne sono convinto - concepimmo Virginia, che adesso ha 7 anni.

    Isla morirà presto. Ormai non si muove quasi più.
    Dalle vacanze siciliane tornò in aereo sdraiata sulle mie gambe. Pesava meno di 12 chili, quindi bastarono una gabbia e un biglietto aggiuntivo pagato poco ma non ricordo quanto. Per un po’ è stata con me, poi come Nina, il mio cane per sempre, l’ho lasciata ai miei. Perché mi sono trasferito a Milano, perché sono nati i bambini, perché Ginevra a stare anche dietro ai cani non ce la faceva, perché era più semplice così.

    Isla morirà presto, è dimagrita, avrà 16 o 17 anni e i miei genitori la stanno accompagnando verso qualcosa che nessuno conosce. La gente, ha scritto una volta William Paradoxal, dovrebbe pensare alla morte, sempre.
    Sottoscrivo.
    Se lo facesse direbbe ti amo alla persona che se lo merita ogni qualvolta ne avesse voglia.
    Se lo facesse avrebbe meno rimpianti, rancori, vivrebbe meglio perché farebbe scelte più indicate per la propria qualità di vita.
    Se lo facesse piangerebbe ogni lacrima, darebbe ogni bacio, direbbe più spesso di sì. Sì alla vita.
    E si troverebbe più spesso nel posto in cui ha deciso di stare.
    Invece si costringe in rapporti che non sanno di molto solo per un bisogno di sicurezza.
    Invece è vittima di rapporti consolidati e destinati ad andare sempre peggio e preferisce non provarci nemmeno, a cambiarli.
    Invece si convince di sacrificarsi in nome di un benessere futuro, forse.
    E se ne sta zitta, mangia in silenzio, e se parla parla del meteo, di ciò che non sconvolge.
    La gente è tutta presa dalle cazzate, si finge indaffarata e la vita, quella vera, resta sotto, dentro, intima. Chi sa cosa pensa davvero il proprio prossimo? Chi è il nostro prossimo?
    Chi è il primo ad ammettere tranquillamente le proprie debolezze?
    Chi lo fa però trova almeno un po’ di solidarietà. E si sente meglio.

    Isla morirà presto.
    Sarebbe potuta morire quel giorno, in spiaggia, se solo non ci fossimo girati verso di lei per una seconda volta; perché dopo la prima le avevamo dato le spalle anche noi, pensando che sarebbe stato meglio fare finta di non aver visto niente.
    Invece morirà presto, morirà bene, morirà giusta.

     
     
  7. My father, my granpa never knew. Pisto is Free.

     
  8. Tribute to me from Mala’s.
    Pisto is Free. Pisto is Free. Pisto est Libre!

     
  9. Pisto is Free #16

     
  10. Banhoff mi dedica un Pisto is Free. C’ho goduto veramente tanto.
    Pisto is Free.